Canale Dieci APS

Diamo voce, note e colori alle storie per creare comunità.

Canale Dieci APS è un collettivo di artisti e professionisti che intrecciano linguaggi diversi – teatro, musica, fotografia, pratiche visive e pratiche olistiche – per promuovere e veicolare progetti culturali sul territorio.

Siamo drammaturgia, suono, immagine, presenza e ascolto: un gruppo di talenti trasversali che trasforma il racconto in esperienza condivisa.

A chi ci rivolgiamo

  • Persone che vogliono esprimersi e raccontarsi
  • Comunità locali
  • Scuole e istituzioni
  • Operatori sociali e culturali

Le attività

Performance di Playback Theatre

Mettiamo in scena le storie del pubblico in tempo reale, intrecciando parola, musica e presenza scenica.
Ogni racconto diventa un’esperienza collettiva.

Creazioni
multidisciplinari

Uniamo drammaturgia, suono e immagine per dare vita a progetti artistici originali, in cui linguaggi diversi dialogano tra loro.

Eventi e cultura
del territorio

Promuoviamo e organizziamo eventi culturali che valorizzano le tradizioni locali, con particolare attenzione al dialetto e alle forme espressive popolari.

Creiamo occasioni in cui memoria e contemporaneità si incontrano, rendendo il territorio uno spazio vivo e condiviso.

Progetti
di comunità

Collaboriamo con scuole, enti e gruppi per attivare percorsi partecipativi basati sull’ascolto e sulla condivisione delle esperienze.
Conduciamo percorsi esperienziali per sviluppare espressione, consapevolezza e capacità di ascolto, rivolti a persone e professionisti.

I soci fondatori

Alessandro Maltoni

“Non ho mai scelto una lingua sola: musica, disegno, grafica, colori, corpo, voce, poesia, silenzio sono i miei compagni di viaggio da sempre. Ma sono principalmente un musicista. 

Suono come se raccontassi una storia e la racconto come se la stessi disegnando. D’istinto. L’istinto dell’autodidatta che ha attraversato palchi, premi, collaborazioni e progetti importanti cercando di mantenere accesa la consapevolezza “artigianale” per le storie piccole, laterali, umane, quelle che non fanno rumore ma restano. 

Dalla canzone d’autore al poema musicale in dialetto, dalle fiabe sonore per bambini ai progetti teatrali e collettivi, mi piace abitare nei confini fertili, quelli tra parola detta e parola ascoltata, tra gesto tratteggiato e gesto sognato. 

Per me arte è soprattutto relazione, un’occasione condivisa per nutrirsi di stimoli e di quella bellezza che solo le reciproche unicità può evocare. 

Vivo e lavoro in Romagna, con un’attenzione alla terra, al tempo lento, al respiro delle cose. Coltivo suoni, sogni, idee. Continuo a cercare forme nuove per una domanda antica: come si fa a stare insieme, davvero, intorno a una storia? Da qui la premessa e promessa dell’associazione Canale Dieci.”

 

Cinzia Garavini

Leader della compagnia C’erac’è Playback Theatre, Cinzia Garavini si forma teatralmente a partire dal 2008, approfondendo negli anni teatro d’improvvisazione e Playback Theatre.
Dal 2012 al 2015 frequenta la Scuola Italiana di Playback Theatre di Provaglio d’Iseo, diretta dallo psicodrammatista Luigi Dotti, completando la formazione presso la sede di Torino. Nel 2015 entra nella Compagnia dei Pellegrini Playback Theatre condotta da Fabio Canini e nel 2017 fonda, insieme ad altri membri, il nucleo della compagnia C’erac’è Playback Theatre, di cui è tuttora leader. Continua anche collaborando con la Compagnia MetaMorfosi di Bologna.
Nel 2017–2018 consegue il Certificate for Advanced Practitioner presso la School of Playback Theatre nel Regno Unito. Negli anni successivi approfondisce il Solo Playback, l’Eco-Playback e si interessa ad approfondire l’aspetto sociale nel Playback Theatre.
Dal 2024 è inoltre iscritta alla Scuola di Psicodramma di Milano, proseguendo il proprio percorso di formazione nell’ambito delle metodologie psico-drammatiche e metodi attivi.
È guida del format ‘L’ora di ascolto’ dal 2025,l progetto che si basa sulle storie raccontate dai partecipanti e si concentra unicamente sul valore terapeutico e relazionale dell’ascolto profondo e della narrazione reciproca.
Nel 2026 consegue il titolo di Leader emesso e certificato dal Centro Internazionale di Playback Theatre di New York.
Da anni conduce e sviluppa esperienze di Playback Theatre, con particolare attenzione all’ascolto, alla relazione, alla narrazione autobiografica e alla valorizzazione dei diversi punti di vista.

Maura Pazzi

“Il mio percorso nasce dall’attraversamento di contesti internazionali e interculturali complessi, nel lavoro di cooperazione, mediazione e accompagnamento di persone in situazioni di transizione.

Esperienze che mi hanno insegnato a stare nelle soglie, a leggere il non detto, a cogliere ciò che si manifesta nei silenzi, nei gesti e nelle immagini prima che nelle parole.

La fotografia è per me una forma di ascolto visivo, uno strumento di relazione e di restituzione. Le pratiche di foto-video terapia hanno affinato questa postura: stare, osservare, dare forma senza semplificare.

Ho scelto Canale Dieci perché ne riconosco la natura di spazio poroso e plurale, dove musica, fotografia e pratiche artistiche dialogano come strumenti di lettura del presente e di costruzione di senso condiviso.”

Gianni Guardigli

Allievo diretto di Tonino Guerra e Vittorio Gassman, Gianni Guardigli è un drammaturgo nato a Forlì che, dalla metà degli anni ’80, vive e lavora a Roma.

Ha firmato otto regie teatrali e scritto circa cinquanta pièces, tra opere originali e adattamenti da romanzi.

I suoi testi più significativi sono:

Parole scritte in cartolina, testo vincitore del Premio Anticoli Corrado nel 1991.

Erinnerung, segnalato al Premio Riccione per il Teatro nel 1995 e vincitore del Premio Rosso di San Secondo nel 1998. Questo testo è stato portato in scena dal 1998 al 2016 da diverse compagnie teatrali in vari Paesi europei.

Sotto Berlino (1997), segnalato al Premio IDI 1997.

Le luci di Algeri, primo lavoro scritto in versi, vince il Premio Flaiano nel 2000. Ispirato a un fatto di cronaca – il terribile massacro avvenuto in Algeria durante il Ramadan – è un pianto funebre scritto e rappresentato da occidentali in onore di bambini maghrebini, vittime innocenti dei loro connazionali.

Con Giovanna d’Arco di Borgovecchio, monologo in lingua siciliana interpretato da Giampiero Cicciò, è insignito del Premio Fondi La Pastora come miglior spettacolo nel 2006.

Ha inoltre scritto Cielo tagliato, Tutte le notti, A e dé d’incu (monologo in lingua romagnola), Se mi avessero detto, Cleopatra, Luci, e poi Boukra, L’Infanta e le altre, Faust a Hiroshima, tutti lavori rappresentati nei teatri italiani.

Nel marzo 2010, al Piccolo Teatro di Milano (Teatro Strehler), è andato in scena Shakespeare vs Shakespeare, scritto insieme al drammaturgo scozzese Paddy Cunneen e a Laura Pasetti.

Una nuova versione, Shakespeare vs Shakespeare on air, scritta insieme alla regista Laura Pasetti, è andata in scena al Piccolo Teatro di MilanoTeatro Studio Mariangela Melato nel gennaio 2015, per poi essere rappresentata in vari teatri italiani nelle stagioni 2014-2015 e 2015-2016.

Scendono le parole, suonano le campane è andato in scena a Roma nel 2010, con l’interpretazione di Elisabetta De Palo e la regia dell’autore.

Cleopatra è andato in scena al Teatro Rossetti di Trieste nel febbraio 2015, interpretato da Daniela Giovanetti.

Nell’estate 2016 il testo Coro di donna e uomo è stato rappresentato in varie città italiane, con l’interpretazione di Barbara De Rossi e Francesco Branchetti.

Il lavoro Verdi’s mood e le donne, testo di Guardigli interpretato da Maddalena Crippa, con musiche eseguite da Cinzia Tedesco e dall’ensemble jazz Sabatini, Pirozzi, Iodice, Famulari, ha debuttato il 30 agosto 2016 al Todi Festival.

Rappresentato anche in Germania, Francia, Svizzera, Svezia, Scozia, Repubblica Ceca, Slovenia e Polonia, Guardigli ha inoltre adattato per il teatro romanzi di Thomas Bernhard (Gelo), interpretato da Roberto Herlitzka; Antonio Tabucchi (Notturno indiano e Sostiene Pereira), interpretati da Andrea Giordana e Paolo Ferrari; Émile Zola (La bestia umana), interpretato da Arnoldo Foà; Johann Wolfgang Goethe (Le affinità elettive), interpretato da Edoardo Siravo; e Maksim Gor’kij (L’albergo dei poveri), con Giancarlo Cobelli.

Ha inoltre trasformato in un dramma teatrale la novella Senso di Camillo Boito.

Cristina Ravaglioli

“Trasformo la creatività in uno strumento di benessere. Con un background maturato in contesti psichiatrici, utilizzo il teatro, il disegno e le arti visive per abbattere le barriere del disagio e riscoprire il potenziale di ogni individuo. 

Dedico una parte speciale della mia ricerca ai più piccoli, guidandoli nei percorsi di Gioca Yoga, dove il movimento diventa gioco e ascolto interiore. 

In Canale Dieci APS, il mio obiettivo è seminare bellezza e resilienza attraverso l’azione creativa.”

Giovanni Grapeggia

Da sempre, le mie più grandi passioni sono la natura e la musica.

Della prima ne ho fatto un mestiere, facendo progetti che si prendono cura dell’ambiente e del paesaggio; della seconda, una compagna di viaggio, che mi sostiene, mi conforta e mi diverte.

Ambiti apparentemente distanti ma in realtà compenetrati l’uno nell’altro: la natura suona sinfonie meravigliose e la musica, tramite l’evocazione, ci riporta nella natura anche quando ne siamo lontani.

La magia che permette questo è la stessa a cui aspiro per creare e dare corpo a idee artistiche da condividere, nel luogo creativo di Canale Dieci, con persone a me affini, per gusto, visione e tensione interiore.

Marco Parisi

“Sono socio fondatore di Canale Dieci perché ne condivido l’idea di spazio indipendente sul territorio, aperto alla contaminazione tra linguaggi diversi: musica, teatro e forme di ricerca che dialogano con il presente, come il rapporto tra arte e tecnologia e le implicazioni culturali dell’intelligenza artificiale.

Oggi continuo questo percorso con curiosità selettiva, pronto a investire energie quando emergono spunti autentici e fertili.

Sono musicista, con un percorso legato al jazz, all’improvvisazione e al pop d’autore: nel pianoforte cerco un linguaggio espressivo in cui l’armonia nasce anche dalla dissonanza.

Porto a Canale Dieci una visione trasversale, capacità organizzative maturate come consulente informatico e una forte convinzione nel valore del gruppo: la diversità crea complessità, ma anche opportunità.”