Canale Dieci APS è un collettivo di artisti e professionisti che intrecciano linguaggi diversi – teatro, musica, fotografia, pratiche visive e pratiche olistiche – per promuovere e veicolare progetti culturali sul territorio.
Siamo drammaturgia, suono, immagine, presenza e ascolto: un gruppo di talenti trasversali che trasforma il racconto in esperienza condivisa.
Mettiamo in scena le storie del pubblico in tempo reale, intrecciando parola, musica e presenza scenica.
Ogni racconto diventa un’esperienza collettiva.
Uniamo drammaturgia, suono e immagine per dare vita a progetti artistici originali, in cui linguaggi diversi dialogano tra loro.
Promuoviamo e organizziamo eventi culturali che valorizzano le tradizioni locali, con particolare attenzione al dialetto e alle forme espressive popolari.
Creiamo occasioni in cui memoria e contemporaneità si incontrano, rendendo il territorio uno spazio vivo e condiviso.
Collaboriamo con scuole, enti e gruppi per attivare percorsi partecipativi basati sull’ascolto e sulla condivisione delle esperienze.
Conduciamo percorsi esperienziali per sviluppare espressione, consapevolezza e capacità di ascolto, rivolti a persone e professionisti.
“Non ho mai scelto una lingua sola: musica, disegno, grafica, colori, corpo, voce, poesia, silenzio sono i miei compagni di viaggio da sempre. Ma sono principalmente un musicista.
Suono come se raccontassi una storia e la racconto come se la stessi disegnando. D’istinto. L’istinto dell’autodidatta che ha attraversato palchi, premi, collaborazioni e progetti importanti cercando di mantenere accesa la consapevolezza “artigianale” per le storie piccole, laterali, umane, quelle che non fanno rumore ma restano.
Dalla canzone d’autore al poema musicale in dialetto, dalle fiabe sonore per bambini ai progetti teatrali e collettivi, mi piace abitare nei confini fertili, quelli tra parola detta e parola ascoltata, tra gesto tratteggiato e gesto sognato.
Per me arte è soprattutto relazione, un’occasione condivisa per nutrirsi di stimoli e di quella bellezza che solo le reciproche unicità può evocare.
Vivo e lavoro in Romagna, con un’attenzione alla terra, al tempo lento, al respiro delle cose. Coltivo suoni, sogni, idee. Continuo a cercare forme nuove per una domanda antica: come si fa a stare insieme, davvero, intorno a una storia? Da qui la premessa e promessa dell’associazione Canale Dieci.”
Leader della compagnia C’erac’è Playback Theatre, Cinzia Garavini ha iniziato il suo percorso teatrale nel 2008 frequentando un corso base di teatro per adulti condotto da Loretta Giovannetti a Forlì. Dal 2009 al 2011 ha proseguito la sua formazione a Ravenna, partecipando al corso di improvvisazione teatrale dell’Associazione Belleville di Bologna.
Nel 2012 si è iscritta alla Scuola Italiana di Playback Theatre di Provaglio d’Iseo, diretta dallo psicodrammatista Luigi Dotti, con docenti tra cui Davide Motta (psicoterapeuta, attore e formatore) e Isabella Peghin (attrice e docente). Ha completato questa formazione nel 2015 presso la sede di Torino.
Nello stesso anno, ha seguito un corso base di Playback Theatre con Fabio Canini (psicologo, psicoterapeuta e direttore di psicodramma classico), entrando a far parte della Compagnia dei Pellegrini. Dal 2014 al 2016 ha partecipato a ulteriori corsi di improvvisazione teatrale con l’Associazione Theatro di Cesena a Forlì.
Nel 2015, insieme ad altri membri, ha fondato il primo nucleo del gruppo di Playback Theatre che è diventato ufficialmente C’erac’è nel 2017, di cui rimane leader.
Nel 2017–2018 ha conseguito il Certificate for Advanced Practitioners presso la School of Playback Theatre (Reading, Londra, e Buckden Towers, Cambridgeshire, UK). Dal 2020 al 2024 ha partecipato a diversi corsi di formazione dedicati al Solo Playback con Noa Leibu. Nel 2021 ha collaborato con il gruppo MetaMorfosi a Bologna.
Nel 2024 ha frequentato il training “Holding the Hard Stories” con Jo Salas, cofondatrice del Playback Theatre, e ha approfondito il lavoro in Eco-Playback Theatre con Bea Somogyi (formatrice accreditata presso il Centre for Playback Theatre, New York, e membro di Ecopsychology PT). Nello stesso anno si è iscritta al primo corso della Scuola di Psicodramma a Milano.
“Il mio percorso nasce dall’attraversamento di contesti internazionali e interculturali complessi, nel lavoro di cooperazione, mediazione e accompagnamento di persone in situazioni di transizione.
Esperienze che mi hanno insegnato a stare nelle soglie, a leggere il non detto, a cogliere ciò che si manifesta nei silenzi, nei gesti e nelle immagini prima che nelle parole.
La fotografia è per me una forma di ascolto visivo, uno strumento di relazione e di restituzione. Le pratiche di foto-video terapia hanno affinato questa postura: stare, osservare, dare forma senza semplificare.
Ho scelto Canale Dieci perché ne riconosco la natura di spazio poroso e plurale, dove musica, fotografia e pratiche artistiche dialogano come strumenti di lettura del presente e di costruzione di senso condiviso.”
Allievo diretto di Tonino Guerra e Vittorio Gassman, Gianni Guardigli è un drammaturgo nato a Forlì che, dalla metà degli anni ’80, vive e lavora a Roma.
Ha firmato otto regie teatrali e scritto circa cinquanta pièces, tra opere originali e adattamenti da romanzi.
I suoi testi più significativi sono:
Parole scritte in cartolina, testo vincitore del Premio Anticoli Corrado nel 1991.
Erinnerung, segnalato al Premio Riccione per il Teatro nel 1995 e vincitore del Premio Rosso di San Secondo nel 1998. Questo testo è stato portato in scena dal 1998 al 2016 da diverse compagnie teatrali in vari Paesi europei.
Sotto Berlino (1997), segnalato al Premio IDI 1997.
Le luci di Algeri, primo lavoro scritto in versi, vince il Premio Flaiano nel 2000. Ispirato a un fatto di cronaca – il terribile massacro avvenuto in Algeria durante il Ramadan – è un pianto funebre scritto e rappresentato da occidentali in onore di bambini maghrebini, vittime innocenti dei loro connazionali.
Con Giovanna d’Arco di Borgovecchio, monologo in lingua siciliana interpretato da Giampiero Cicciò, è insignito del Premio Fondi La Pastora come miglior spettacolo nel 2006.
Ha inoltre scritto Cielo tagliato, Tutte le notti, A e dé d’incu (monologo in lingua romagnola), Se mi avessero detto, Cleopatra, Luci, e poi Boukra, L’Infanta e le altre, Faust a Hiroshima, tutti lavori rappresentati nei teatri italiani.
Nel marzo 2010, al Piccolo Teatro di Milano (Teatro Strehler), è andato in scena Shakespeare vs Shakespeare, scritto insieme al drammaturgo scozzese Paddy Cunneen e a Laura Pasetti.
Una nuova versione, Shakespeare vs Shakespeare on air, scritta insieme alla regista Laura Pasetti, è andata in scena al Piccolo Teatro di Milano – Teatro Studio Mariangela Melato nel gennaio 2015, per poi essere rappresentata in vari teatri italiani nelle stagioni 2014-2015 e 2015-2016.
Scendono le parole, suonano le campane è andato in scena a Roma nel 2010, con l’interpretazione di Elisabetta De Palo e la regia dell’autore.
Cleopatra è andato in scena al Teatro Rossetti di Trieste nel febbraio 2015, interpretato da Daniela Giovanetti.
Nell’estate 2016 il testo Coro di donna e uomo è stato rappresentato in varie città italiane, con l’interpretazione di Barbara De Rossi e Francesco Branchetti.
Il lavoro Verdi’s mood e le donne, testo di Guardigli interpretato da Maddalena Crippa, con musiche eseguite da Cinzia Tedesco e dall’ensemble jazz Sabatini, Pirozzi, Iodice, Famulari, ha debuttato il 30 agosto 2016 al Todi Festival.
Rappresentato anche in Germania, Francia, Svizzera, Svezia, Scozia, Repubblica Ceca, Slovenia e Polonia, Guardigli ha inoltre adattato per il teatro romanzi di Thomas Bernhard (Gelo), interpretato da Roberto Herlitzka; Antonio Tabucchi (Notturno indiano e Sostiene Pereira), interpretati da Andrea Giordana e Paolo Ferrari; Émile Zola (La bestia umana), interpretato da Arnoldo Foà; Johann Wolfgang Goethe (Le affinità elettive), interpretato da Edoardo Siravo; e Maksim Gor’kij (L’albergo dei poveri), con Giancarlo Cobelli.
Ha inoltre trasformato in un dramma teatrale la novella Senso di Camillo Boito.
“Trasformo la creatività in uno strumento di benessere. Con un background maturato in contesti psichiatrici, utilizzo il teatro, il disegno e le arti visive per abbattere le barriere del disagio e riscoprire il potenziale di ogni individuo.
Dedico una parte speciale della mia ricerca ai più piccoli, guidandoli nei percorsi di Gioca Yoga, dove il movimento diventa gioco e ascolto interiore.
In Canale Dieci APS, il mio obiettivo è seminare bellezza e resilienza attraverso l’azione creativa.”
Da sempre, le mie più grandi passioni sono la natura e la musica.
Della prima ne ho fatto un mestiere, facendo progetti che si prendono cura dell’ambiente e del paesaggio; della seconda, una compagna di viaggio, che mi sostiene, mi conforta e mi diverte.
Ambiti apparentemente distanti ma in realtà compenetrati l’uno nell’altro: la natura suona sinfonie meravigliose e la musica, tramite l’evocazione, ci riporta nella natura anche quando ne siamo lontani.
La magia che permette questo è la stessa a cui aspiro per creare e dare corpo a idee artistiche da condividere, nel luogo creativo di Canale Dieci, con persone a me affini, per gusto, visione e tensione interiore.
“Sono socio fondatore di Canale Dieci perché ne condivido l’idea di spazio indipendente sul territorio, aperto alla contaminazione tra linguaggi diversi: musica, teatro e forme di ricerca che dialogano con il presente, come il rapporto tra arte e tecnologia e le implicazioni culturali dell’intelligenza artificiale.
Oggi continuo questo percorso con curiosità selettiva, pronto a investire energie quando emergono spunti autentici e fertili.
Sono musicista, con un percorso legato al jazz, all’improvvisazione e al pop d’autore: nel pianoforte cerco un linguaggio espressivo in cui l’armonia nasce anche dalla dissonanza.
Porto a Canale Dieci una visione trasversale, capacità organizzative maturate come consulente informatico e una forte convinzione nel valore del gruppo: la diversità crea complessità, ma anche opportunità.”